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Sembra di stare sulle montagne russe

Io la domenica la trovo deprimente. Ma forse tutti la trovano deprimente.

Oggi va così, c’ho i pensieri che rotolano nel cervello a briglia sciolta, e non li seguo perchè ho paura di seguire quello sbagliato.

Quanto pesa un pensiero? Da cosa si capisce se è importante o no? Per una come me, un po’ bipolare, capace di pensare tutto e il suo contrario nell’arco di una mezzora, è un casino capire qual è il pensiero giusto.

Per esempio, stamattina ero un po’ arrabbiata perchè pensavo che una giornata come questa, con il sole, con l’ora legale che mi ha fatto dormire un po’ di più, con le cose indispensabili (bucato, stirato, commissioni) fatte ieri, in una giornata come questa potevamo uscire tutti insieme, fare qualcosa di divertente, e invece lui aveva un po’ di febbre.

Sono stronza, se non l’avete capito. Lui ha la febbre e io m’incazzo.

Perchè poi si è preso un’aspirina, ed è stato abbastanza bene da alzarsi, vestirsi e svaccarsi sul divano col telefonino, ma chiaramente non si fa niente come al solito. Un’altra domenica insulsa.

E quindi ero già sfavata, e quand’è così i pensieri negativi si accumulano in testa come nuvoloni prima del temporale, e tendo a fare la vittima, tipo che vorrei di più, che in questa giornata alla fine non ci sarà niente per me, una cosa bella solo per me, e domani e dopodomani e nei prossimi giorni nemmeno, che c’è il lavoro e la routine e tutto scorre sempre uguale.

Poi ho portato le bimbe al parco e c’era il sole, loro correvano e ridevano, e mi sono ritrovata a spingerle sull’altalena e a fare la scema e a ridere anche io, allora ho pensato che quello era il momento per me, che è quella la mia gioia.

L’ho pensato per un attimo, ma mi sono accorta che forse non ci credevo davvero, e mi sono spaventata, così mi ci sono aggrappata e ho provato e tenerlo lì, quel pensiero, a concentrarmi su quell’ istante, ripetendomi che la mia vita stava tutta lì davanti a me, in quelle due bellezze col sorriso, e che per loro davvero sopporterei tutto.

Dove sta la verità? A cosa devo credere? Alla me stessa marcia che mi dice che manca qualcosa, o a quella saggia che mi dice che va tutto bene, che è così che deve andare?

Epperò fuori è grigio adesso, e io sento che mi manca qualcosa. Forse non so cosa, forse ho paura a dirmelo.

Forse vorrei avere di nuovo vent’anni, avere ancora tutto da scegliere, compresa la possibilità di sbagliare, vorrei sentire di nuovo le farfalle nello stomaco.

Certi momenti mi sento come se tutto fosse già scritto: il lavoro da reggere fino alla pensione, i figli da crescere aspettando il momento in cui prenderanno la loro strada, anni che passano tutti uguali.

Dopo faccio una torta e ballo “fino a bangkok” con le mie bimbe e mi sembra che niente potrebbe avere più senso di così.

E poi di nuovo metti a posto, lavale-asciugale-vestile, prepara la cena, ed è finita un’altra giornata inutile.

Questa altalena emotiva mi distrugge.

 

 

 

 

 

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Una risposta »

  1. Insoddisfazione…. Forse è un consiglio banale, ma perchè non provi a trovare degli spazi in cui fare qualcosa che veramente ti piace? Solo e unicamente tuoi. Sono delle boccate di aria fresca. E poi, anche io ho due figli (3 e 6 anni), un marito, un lavoro. Ma questo non vuol dire che non abbiamo ancora tanto da scegliere e tanto da sbagliare (anzi, magari fossi certa di non sbagliare nulla d’ora in avanti). Tu te lo stai già precludendo, ma a volte dobbiamo essere noi le prime a darci una smossa per acchiappare le farfalle e mettercele nello stomaco (oh che immagine orrenda!) …. Buona giornata!!

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Riflessioni strettamente personali e quotidiane su figli, uomini, musica, danza, teatro, ecologia, psicologia, letteratura, arte, giochi e tante altre diavolerie a cui nessuna donna dovrebbe mai rinunciare

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