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Una sigaretta e un post

Io non fumo, voglio dire abitualmente. Però ci sono delle volte, quando sono particolarmente incazzata e sto male, che una sigaretta me la faccio. Il gesto di inspirare e soffiare fuori il fumo riesce a placarmi, insieme alla nicotina che mi arriva al cervello mi calmano quel tanto che basta per non battere la testa nel muro o prendermi a botte da sola (e non è una battuta).

Stasera è una di quelle volte.

E’ stata una giornata pesante, stancante, iniziata male e finita peggio; di solito  cerco di evitare la rabbia, la rabbia fa male a me e a chi mi sta intorno, ma stasera non ce la faccio.

Sto male perchè stasera mia figlia ha fatto un capriccio epocale e io, per la prima volta, le ho mollato uno sculaccione.

Sto male perchè  piove, perchè al lavoro sono solo rogne, perchè ho lasciato le mie bimbe stamani ancora in pigiama per correre a lavoro, e la grande era molle e lamentosa e io l’ho lasciata lì, dicendo amore vèstiti, ma lei voleva la mamma, perchè non è mica poi così grande, anche se a me fa comodo pensare che lo sia.

Sto male perchè tra poco sarà Natale e io lo odio, odio che ci impongano di essere felici e sorridere perchè è Natale, odio che ci impongano di comprare e comprare e comprare,  e quest’anno lo odio ancora di piu’ perche’ andremo a passarlo dai miei suoceri, e non dai miei genitori.

Sto male perchè l’altro giorno sfogliavo un catalogo di giocattoli, e ancora esistono le armi finte per bambini.

Sto male perchè, per la prima volta, ho paura del mondo in cui vivo. Paura di quello che potrà succedere alle mie figlie.

Sto male perchè c’è troppa gente che parla a vanvera, ci sono troppe persone che si credono migliori di altre, tanta ipocrisia e pochi fatti. E questa gente la vedo tutti i giorni, e mi viene solo voglia di stare ancora più zitta, ancora più sola, e pazienza se poi sola lo sono davvero.

Sto male perchè anche se sono dieci anni che vivo in questa città ancora non mi sono abituata a non avere mia mamma qui vicino.

Sto male perchè mio padre non mi parla da un mese, e io non so perchè. Cioè, lo so ma non lo accetto, non accetto che lui riesca ancora a rendermi la vita così insopportabile, e non accetto che la renda invivibile alla persona che amo di più al mondo, mia madre.

E lo so che i problemi veri sono altri, e che non dovrei lamentarmi, e infatti dopo la sigaretta e questo sfogo va già meglio. Però ne avevo bisogno.

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Casa LaLaiza

Riflessioni strettamente personali e quotidiane su figli, uomini, musica, danza, teatro, ecologia, psicologia, letteratura, arte, giochi e tante altre diavolerie a cui nessuna donna dovrebbe mai rinunciare

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