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Brother

Ho avuto da fare nelle ultime due settimane, e ho un po’ trascurato questo mio spazio personale, ma stasera sento il bisogno di fermare qui un paio di pensieri.

Oggi è venuto a trovarci mio fratello. Forse più che a trovarci dovrei dire a salutarci, sta per trasferirsi a Budapest. Cambia lavoro, come voleva fare da un po’, ha bisogno di cambiamento e di crescita, e questa è la sua occasione. E io sono felice per lui, l’ho incoraggiato fin dall’inizio, ma mi sono resa conto di essere triste.

Non che fino ad ora ci vedessimo spesso, anzi, eppure lui stava a Milano, che da Verona sono un paio d’ore di strada. Però finiva che per un motivo o per l’altro ci vedevamo soprattutto l’estate, o a natale, insomma nelle vacanze, due o tre volte in tutto l’anno.

Ma ora mi fa un effetto strano saperlo laggiù, in una città che sembra più lontana perchè sconosciuta, grande, culturalmente diversa. Parlo come se fosse ancora un bambino, quando di anni ne ha ben 33, ma parlo da sorella maggiore, che per me è sempre “il bimbo” di casa.

E quindi oggi per me è stato un po’ un pranzo di Natale in anticipo: ho cucinato bene, ho apparecchiato con cura, c’erano i dolci e le bimbe si erano vestite belle apposta, e gli hanno fatto un sacco di feste, anche Alice che non lo vede mai ed è in genere un po’ scontrosa con chi non ha in confidenza.

Non ci vedremo a Natale, e lui parte il primo Gennaio, che mi sembra un ottimo giorno per iniziare una nuova avventura. Non so quando lo rivedrò, probabilmente a Pasqua come sarebbe stato anche se fosse rimasto a Milano, eppure ora mi sembra tra un secolo, mi sembra che mi manchi di più.

Perchè questo ho capito, che mio fratello mi manca, e che anche se dall’adolescenza in poi abbiamo condiviso pochissimo io e lui siamo legati da sempre e per sempre ; abbiamo condiviso il letto, ci siamo picchiati, abbiamo imparato a memoria interi film, abbiamo viaggiato seduti dietro nella macchina di nostro padre ammazzando la noia con giochi inventati, ci siamo retti il gioco a vicenda quando combinavamo un guaio, ci siamo ignorati, ci siamo ammazzati dal ridere, ci siamo allontanati  e poi ritrovati.

Solo lui mi capisce davvero quando si parla della nostra pesante e difficile famiglia, solo lui ride ancora con me alle battute di Caruso Pascoski, solo lui sa di me chi sono e da dove vengo, perchè viene dallo stesso posto.

 

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Casa LaLaiza

Riflessioni strettamente personali e quotidiane su figli, uomini, musica, danza, teatro, ecologia, psicologia, letteratura, arte, giochi e tante altre diavolerie a cui nessuna donna dovrebbe mai rinunciare

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